Il sito conserva parti del villaggio, il nuraghe complesso, la muraglia ciclopica e il primo nuraghe a corridoi.
IL MONUMENTO

La storia dell’insediamento sull’altopiano di Sa Struvina, dalla preistoria alla costruzione del nuraghe Cuccurada, si sviluppa in più fasi.
Tra il 4000 a.C. e il 3300 a.C. il sito inizia ad essere frequentato sporadicamente.
Tra il 2700 a.C. e il 2200 a.C., durante l’Eneolitico, nell’area sorge il primo insediamento. Viene realizzata la muraglia ciclopica e l’edificio a pianta ellittica noto come ‘Cuccurada A’.
Tra il 1900 a.C. e il 1350 a.C. nasce il primo nucleo nuragico: un nuraghe a corridoi, o protonuraghe, che verrà successivamente inglobato in un nuraghe complesso.
Tra il 1350 a.C. e il 1150 a.C. viene realizzato il nucleo abitativo di capanne.
Nel Bronzo Finale (1150-850 a.C.), crollano parti sommitali del nuraghe.
Tra il Bronzo Finale e la Prima età del Ferro (900-730 a.C.) è documentata una nuova frequentazione del sito parzialmente crollato, a cui è seguito un nuovo abbandono e ulteriori crolli.
In età romana, il sito torna a essere vissuto in più momenti. La presenza sporadica in età medievale segna l’ultima fase di vita di Cuccurada.
DESCRIZIONE
IL PRIMO INSEDIAMENTO
Prima dell’imponente nuraghe visibile oggi, nell’area esisteva già un insediamento, di cui fanno parte una muraglia e un edificio detto Cuccurada A.
La muraglia è costruita in opera ciclopica, con grandi blocchi di basalto sovrapposti. Cuccurada A è un edificio di forma ovale, anch’esso realizzato con grandi blocchi di basalto.
IL NURAGHE POLILOBATO
Dopo il primo insediamento, nel sito viene costruito un nuraghe a corridoi. In seguito, questa struttura viene inglobata in un nuraghe più grande: il nuraghe complesso che si può osservare oggi.
Il nuraghe più grande è un quadrilobato, formato da 4 torri collegate da cortine murarie. Le torri e le cortine racchiudono un ampio cortile centrale, dal quale si accede agli ambienti interni.
IL VILLAGGIO
Il villaggio con le abitazioni si è sviluppato sia all’interno del cortile del nuraghe, sia all’esterno.
USO NEL TEMPO
USO NEL TEMPO
All’interno dell’insediamento venivano svolte attività quotidiane, come testimoniano i numerosi ritrovamenti di tegami, scodelle, fusaiole per la filatura e macine e pestelli per la lavorazione dei cereali.
CROLLI, ABBANDONI E NUOVE FREQUENTAZIONI
Per un periodo il sito viene abbandonato e alcune sue parti crollano, fino all’Età romana, quando torna ad essere utilizzato come deposito di offerte votive e come luogo per rituali che sembrano combinare pratiche pagane, cristiane e giudaiche, detti culti sincretistici.
SCAVI
Cuccurada era noto agli studiosi almeno dagli anni Cinquanta del Novecento, ma le indagini sono state avviate solo nel 1994 dalla Soprintendenza e dall’Università di Cagliari.
Il Nuraghe Cuccurada è stato per molto tempo una cava di pietra, da dove grandi blocchi venivano estratti senza controlli. Questa situazione ha reso spesso difficile leggere le stratigrafie del monumento e ha richiesto cautela nella ricostruzione di alcune fasi storiche.
Nel 2013 l’area archeologica è stata aperta alla fruizione pubblica.
FONTI
Fonti in corso di definizione.
IL NOME DEL SITO
Il nome ‘Cuccurada’ viene ricondotto al termine sardo cùccuru, che significa “sommità” o “cocuzzolo”. Richiama probabilmente la posizione del sito sulla sommità dell’altopiano basaltico di Sa Struvina.
IL PAESAGGIO
La posizione di Cuccurada ha consentito nei secoli il controllo della valle del Rio Mogoro, naturale via di collegamento verso l’entroterra.
Il sito si trova vicino a risorse diverse: l’ossidiana del Monte Arci, i campi della pianura campidanese, l’acqua e i prodotti del fiume e la fauna degli altopiani.